L’epidemia Mudhoney arriva in Italia

Era il lontano 1988 quando la prima formazione consapevolmente grunge della storia, i Mudhoney, si presentava al mondo con il suo primo singolo, “Touch me I’m sick”. Un Mark Arm allora 26enne gridava sopra un suono ruvidissimo di chitarre:

“ Well, I feel bad
And I’ve felt worse
And I’m a creep, yeah
And I’m a jerk
Come on!
Touch me I’m sick!”

Così la giovane formazione di Seattle intraprese in suo primo tour, seguito presto da un secondo in Europa, durante il quale ha riscosso un successo nettamente maggiore. Nacque così uno dei gruppi cardine di questa scena, che continua ad usare la musica per riscuotere i suoi ascoltatori da uno stato di noiosa apatia. Il loro ultimo album, “Digital Garbage” (leggi la recensione), pubblicato questo settembre, è infatti carico di risentimento verso ciò che succede nel mondo e, come suggerisce il titolo, verso il potere sregolato che ha assunto la tecnologia.

E così oggi, con 10 album in studio e 20 anni in più sulle spalle, la band continua a calcare i palchi di tutto il mondo, e si prepara a portare anche in Italia la sua furia malata. Delle tre date previste nel nostro paese rimangono biglietti disponibili solo per Roma (Milano e Bologna sono sold out), dove i Mudhoney suoneranno il 22/11.  

L’appuntamento quindi è fissato, non vi resta che comprare il biglietto e presentarvi il 22 novembre con un calice di vino, che la band ama bere prima di suonare. Il consiglio è di evitare lo Chardonnay, Mark Arm lo odia, ci ha scritto anche una canzone, e un qualsiasi rosso che poi quando saltate e pogate vi si macchia la camicia di flanella.

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