Alice Merton pubblica Mint: un diario segreto in chiave pop

Alice Merton

Mint

(Paper Plane Records Int.)

 

A cura di Michela Guerrera

Mint – Tracklist
1- Learn to Live
2- 2 Kids
3- No Roots
4- Funny Business
5- Homesick
6- Lash Out
7- Speak Your Mind
8- I Don’t Hold a Grudge
9- Honeymoon Heartbreak
10- Trouble in Paradise
11- Why So Serious

Nel dicembre del 2016 esce il brano d’esordio No Roots di Alice Merton, con il quale si è fatta conoscere in tutta Europa e in America.

Durante il 2018 pubblica il suo primo EP, intitolato proprio No Roots, e il 18 gennaio 2019 esce il suo album di debutto Mint per la label Paper Plane Records Int. fondata dall’artista stessa e dal suo manager.

Sono partita scettica. Questo perché mi sono resa conto di avere un difetto in particolare: quando si parla di qualcuno o di qualcosa di famoso, a me per principio sta già un po’ sulle palle. È un difetto dettato dagli anni in cui la scelta della musica da ascoltare era limitata dal potere dei Media o delle pubblicità. L’ascolto mi lasciavano un sapore di superficialità di cui è difficile accontentarsi.

[NB: non si tratta di una campagna contro la musica commerciale, ne ascolto ancora oggi e alcuni artisti li apprezzo in misura incontrollata. In passato, però, mi è stato comunque difficile trovare della qualità nel campo del mainstream e penso di non essere l’unica]

Ero scettica quando ho visto che sarebbe presto uscito il primo album di Alice Merton, la ragazza che mi è entrata nelle orecchie a suon di I’ve got no roooots but my hoooooome was never underground.

Ero scettica credendo che fosse la solita cantante che ha fatto il boom con un pezzo dal ritmo vincente, apprezzato dalla massa dalla quale mi voglio distinguere solo perché fa figo.

Ero scettica, ma ho voluto provare. Ho cercato di andare oltre al muro di preconcetti che mi sono saldamente costruita durante la più tenera giovinezza.

Vi dirò, ho fatto bene.

Per quanto ritenga che i testi siano stati scritti seguendo lo stampo americano non esattamente corrispondente ai miei gusti (ritornelli composti da un unico verso che si ripete all’infinito cambiando accento di tanto in tanto), devo ammettere che Alice ha pian piano conquistato anche me.

Undici brani dichiaratamente pop, con  un pizzico di dance, che si distinguono rendendo protagonista uno strumento differente da un brano all’altro: la chitarra elettrica nell’apertura di Learn to live, il basso nella più ascoltata No roots, il piano in Homesick sono solo alcuni degli esempi più evidenti che potete trovare. La batteria è la costante che dona a tutte le tracce la carica extra che le colazioni ai mille mila cereali possono solo sognare.

La voce della cantante mi ha incantato in modo definitivo verso la fine dell’album con Trouble In Paradise, sostituendosi alle altre intro strumentali. A mio parere avrebbe potuto spingersi fino al punto di costruire l’intero brano in modo da cantarlo a cappella. Ma qui sono io che sogno e che mi spingo oltre il pop che invece la Merton ha deciso di sposare fino in fondo, dando comunque vita a un gran matrimonio che spero possa durare a lungo. (Però pensaci Ali, dai, fallo per me).

Mi sono ritrovata ad ascoltare Mint in palestra, sotto la doccia o mentre facevo la casalinga e ognuna di questa attività si sposava a meraviglia con il sottofondo musicale. In qualche modo riusciva a darmi la giusta carica per portarle a termine: potere dell’upbeat che scorre come un fiume in piena tra tutte le tracce, fregandosene del fatto che alcuni testi siano infinitamente tristi, se c’è da ballare si balla anche nella sofferenza. Parola di Alice.

I brani, infatti, esplorano i più vari argomenti: amore, amicizia, infanzia e introspezione. La cantautrice ha deciso di mettere in musica il suo diario segreto, partendo dalla più tenera età raccontando di continui traslochi ma amicizie che sono rimaste solide negli anni, fino a dichiararsi una donna senza radici in cerca della persona giusta.

Si tratta di un album senza troppi fronzoli, che si lascia ascoltare senza sforzi e ti conduce fino all’ultima traccia mostrandoti con stupore tutto ciò che ti saresti persa se ti fossi fermata ai tuoi pregiudizi.

Non credo che sarò mai una vera fan del puro stile pop, ma per il momento mi accontento di aver ascoltato il primo album di Alice Merton e di esserne felice.

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