Più o Meno Natale, 8 Dicembre: Jamiroquai – Automaton

A cura di Paolo Cunico

Durante l’anno ci siamo occupati molto poco di recensire dischi al di fuori di quelli nostrani e non volevamo chiudere il 2017 così. Vogliamo quindi proporvi una sorta di calendario dell’avvento dove ogni giorno vi regaliamo una breve recensione di un disco straniero uscito quest’anno descrivendo anche a chi potreste regalarlo.
Questa non vuole essere una classifica e non vuole nemmeno essere un’opera omnia su quanto uscito quest’anno, sono solo un po’ dischi che ci sono piaciuti e che vogliamo condividere con voi!

8 Dicembre: Jamiroquai – Automaton

  1. Shake It On
  2. Automaton
  3. Cloud 9
  4. Superfresh
  5. Hot Property
  6. Something About You
  7. Summer Girl
  8. Nights Out in the Jungle
  9. Dr Buzz
  10. We Can Do It
  11. Vitamin
  12. Carla

Una delle più belle  sorprese di questo 2017 arriva dai Jamiroquai che, a 7 anni dall’incerto Rock Dust Light Star, ritornano con un gran disco che strizza un  po’ l’occhio alle opere passate della band di Jay kayAutomaton è un disco che scava nelle radici della band riportandole al giorno d’oggi, senza sembrare una brutta copia dei lavori del passato, ma suonando attuale e, soprattutto, ballabile.

Per chi come me ascolterà Automaton quasi per caso, convinto di aver perso ormai le speranze, appena sentirà Shake It On, alzerà qualcosa di più di un sopracciglio: inizierà a tenere il tempo e a muovere leggermente le spalle pensando che, tutto sommato, questa canzone non è affatto male, finendo per ritrovarsi a ballarla alla fine del pezzo.Il pensiero poi sarà sicuramente questo:

“Ok una canzone in tutto l’album  suonerà anche bene, stiamo a vedere…”

Ed ecco che parte Automaton, probabilmente già sentita sui canali social, dove penserete:”ah si, questa già sentita, carina”. Ma la verità è che questo pezzo coinvolge e conquista: è la visione della dance secondo i Jamiroquai, moderna, con un tocco rètro; irresistibile.

Con Cloud 9, starete già comprando il disco su Amazon tanta è la gioia di sentire ancora lo stile tipico della band ma in una chiave nuova. Non è uno sconvolgimento, però si percepisce la novità, si sente qualcosa di nuovo, più elettronico, che fa venire voglia di ballare  come Jay Kay ai tempi d’oro.

In Superfresh la melodia la detta il basso che, assieme ai falsetti del cantante, rendono il pezzo incredibilmente sexy, un filone che continua con Hot Property per una coppia di pezzi che, dopo aver comprato vinile e cd per l’auto, vi porterà a spulciare morbosamente il merchandise della band alla ricerca di una maglietta da chiedere a Babbo Natale.

Dopo il primo ascolto sentirete il bisogno di continuare ad ascoltare questo disco, in ogni momento, per ballare con il corpo e con le meningi. Un autentico antistress,  che mette voglia di muoversi in ogni secondo e che appaga l’udito in ogni istante. Questo disco ci ricorda come certi amori non finiscono mai, fanno giri lunghissimi e poi ritornano…

Ben tornati Jamiroquai!

 

 

Un regalo perfetto per…

Per chi, come voi, credeva di avere perso per sempre i Jamiroquai, per il fan che guarda con nostalgia il loro live sotto il diluvio all’Arena di Verona e si pente di non esserci andato. I Jamiroquai sono tornati con un disco fatto per i vecchi fan perché, sotto sotto secondo me, anche Jay Kay aveva nostalgia della sua musica.

 

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Nato sotto la stella dei Radiohead e di mani pulite in una provincia dove qualcuno sostiene di essere stato, in una vita passata, una motosega.