[CINEMATIC] #01 – Ottobre ‘22 ELVIS

A cura di Mattia Salvadori

Quanto era rischioso fare un biopic su un personaggio come Elvis? Tanto, ovvio. Poi con un attore semisconosciuto ai più come protagonista, ma anche con le musiche. La soundtrack è un mix di brani originali, qualcosa cantato proprio da Butler (tra l’altro abbastanza credibile anche con la voce), ma soprattutto delle alternative version/remix di altri artisti. Le polemiche ci sono state sì: “ma ti sembra possibile che vado a vedere il film su Elvis e sento i Maneskin?!”. E apparentemente, che dire, può essere capibile. 

Ma prova un attimo a vedere tutto da più lontano. Pensa che stiamo parlando di un artista che ha fatto la sua fortuna con l’estetica (quanti nella soundtrack così?); pensa che è stato uno dei primi (big) bianchi a fare musica nera e a frequentare certi contesti sociali apparentemente lontani (quanti nella soundtrack fanno questo anche grazie a lui?); pensa quanto è stato originale e innovativo quello che stava facendo, proprio perché lo stava facendo in quel determinato momento storico (quanti nella soundtrack così?). 

Quindi, – why not? – ben vengano Doja Cat, Diplo e i Tame Impala che rivisitano a modo loro quello che probabilmente è un loro idolo. Non assistiamo alla fiera del vintage o dei soliti tributi. Non è roba da feticisti del revival. E’ un film del 2022 e tutto è contestualizzato. Personalmente tra le tracce che ho apprezzato di più c’è “The King And I” con Eminem e CeeLo Green. La loro versione di Jailhouse Rock ruota attorno ad un sample iconico di chitarra “pitchato e ripitchato”. Eminem si prende le strofe e CeeLo Green i ritornelli dove a tratti riesce ad agganciarsi a qualcosa della topline originale. 

Una struggente versione di “Can’t Help Falling In Love” con Kacey Musgraves. Tratti un po’ alla Lana Del Rey sostenuta solo da contrabbasso e un morbidissimo piano dall’inizio alla fine. Malinconica, magnetica, è probabilmente la traccia che evidenzia meglio uno dei momenti di decadenza del protagonista. 

Infine “Power Of My Love”. Mamma mia che bello sentire le voci di Jack White e Elvis che si intrecciano come in un duetto. Sì, è la mia preferita della tracklist. Sembra tutto verissimo, sembra nata così. Fiati potenti e la chitarra “synthosa” di Jack White è incredibilmente nel posto giusto al momento giusto. Poi, non dimentichiamoci che qualche anno fa JW acquistò per circa 300.000$ il primissimo disco di Elvis per ristamparlo con la sua etichetta. Insomma, non si sarà certo calato nella parte soltanto per l’occasione. 

Detto questo, alla fine il brano dei Maneskin non mi ha preso per niente, zero personalità, che posso farci?

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