[Interviste] La bellezza della piazza e del popolo dello Joggi Avant Folk

A cura di Max Orrico

 

La bandiera della Palestina è lì in piazza e aspetta solo le tantissime persone assiepate sotto lo stesso cielo nel quale da 24 anni sventola fiera. Il cielo è quello di Joggi e se si scrive Joggi è d’obbligo farlo seguire da Avant Folk, il festival che quasi un quarto di secolo anima un borgo bellissimo che per due giorni quest’anno tornerà ad essere centro di condivisione, impegno e allegria nel bel mezzo di agosto.

A pochi giorni dal via ho posto qualche domanda a chi il festival lo ha pensato e lo sta realizzando da 24 anni a sta parte: 

 

– Finalmente si ritorna alla piazza, come avete vissuto la mancanza e la preparazione a quello che accadrà di nuovo il 17 ed il 18 di agosto prossimi?

Si sarà un ritorno al passato, un piccolo salto indietro di qualche anno quindi nuovamente senza prenotazioni, distanziamenti, mascherine. Lo scorso anno realizzare il festival è stato davvero difficile. Ci siamo resi conto che, ma in parte ce lo immaginavamo, mettere sedute per gli spettacoli e circoscrivere l’area concerti non è una cosa che appartiene alla nostra esperienza. Per noi era comunque importante dare un segnale dopo un anno di stop, il primo dopo 23 anni del 2020. Per quest’anno quindi ci aspettiamo di rivedere la nostra piazza nuovamente piena, colorata con la gente che ritorna ad abbracciarsi, a bere e a ballare in tranquillità, insomma a fare festa.

– Lo Joggi Avant Folk storicamente è stata una tre giorni, negli ultimi anni è capitato che il programma si sviluppasse su due giornate, come mai?

Lo scorso anno proprio per le restrizioni e tutto il resto si è deciso di fare una due giorni al posto dei canonici tre. Quest’anno dopo varie riunioni, essendo cambiate alcune condizioni nei festival a causa della pandemia, abbiamo deciso di optare ancora una volta per la due giorni. Non nascondiamo comunque che le difficoltà che ci sono nell’organizzare un festival sono davvero tante e in parte hanno influito sulla riconferma dei due giorni. Diciamo che per quest’anno ci preserviamo ancora un altro po in vista dei 25 anni della prossima edizione. In ogni caso in questi due giorni dirotteremo tutta la gioia, la rabbia che da sempre contraddistingue la magica piazza di Joggi

– Nel corso di questi 24 anni avete ospitato tanti artisti, musicali e non. Come scegliete chi partecipa al festival? I criteri con cui lo fate sono sempre gli stessi?

In linea di massima cerchiamo sempre un’originalità nelle proposte musicali con l’occhio anche a quella che è la nostra piazza e quindi al fatto che da noi si preferisce sempre un po’ di sano movimento, la gente ha voglia di ballare, pogare, urlare la rabbia, abbandonarsi a momenti di puro delirio. Non da ultimo, comunque, anche la questione budget. Non possiamo permetterci cachet molto onerosi e qui non possiamo segnalare come negli ultimi (a parte i due anni del covid ovviamente) ci sia stata una crescita un po’ sproporzionata dei cachet di molte band, soprattutto di formazioni nate da pochi anni. Legato al budget c’è quindi la scelta da parte nostra di garantire sempre un evento gratuito e accessibile per tutti.

– Cosa ci aspetta quest’anno?

Oltre a rivedere la nostra gente che non vediamo da tre anni, la nostra piazza nuovamente piena e festosa, ci aspettiamo che sia una festa soprattutto per noi che ci lavoriamo e ci sbattiamo da sempre. Ci auguriamo infatti di poter vivere tutti assieme questo evento in modo da godercelo pienamente.

– Joggi da 24 anni è un festival che racchiude arte, musica, politica e quella che a me piace chiamare magia dello stare assieme, qual è il suo segreto? 

È la cosa che ci chiediamo anche noi da 24 anni. In quella splendida piazza, nei suoi vicoletti è presente un’atmosfera magica, dettata non solo dalle scelte artistiche, ma appunto dallo stare assieme di discutere e confrontarsi davanti ad un bicchiere di vino o ad un bel piatto di spezzatino. Pensiamo che a fare bella la nostra piazza sia soprattutto il popolo del nostro festival e qui mi riferisco alle tante comitive, ai gruppi ed ai singoli che arrivano dalla regione intera e anche da fuori perché ne apprezzano l’autenticità e poi con il loro passaparola comunicano la bontà e la bellezza della nostra esperienza, portando nella nostra piazza sempre più persone consapevoli di partecipare ad un determinato tipo di festival un festival che va per dirla alla deandrè sempre in direzione ostinata e contraria!!

Un abbraccio

 

Dopo tutto ciò non posso far altro che fare o meglio rinnovare l’invito a vivere la Piazza e i vicoli di Joggi, e dello Joggi Avant Folk.

Ci si vede il 17 ed il 18 agosto davanti la chiesa. 

 

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